Ristorante Pizzeria Al Gambero Rosso

Bosa è una full immersion di colori e… sapori. A farci da anfitrione in una calda e soleggiata giornata di fine luglio ci pensa Franco Rosso, cuoco da 38 anni, da 20 titolare del Ristorante Pizzeria Al Gambero Rosso. Bosano doc, Franco ha lasciato il paese natio poco meno che maggiorenne per lavorare prima a bordo di navi mercantili e da crociera, poi in diversi alberghi della Svizzera e del Nord d’Italia. A metà degli anni Novanta è rientrato alla base portando la propria esperienza maturata durante la sua prestigiosa carriera lontano dall’isola e oggi è uno degli chef più ‘anziani’ della città. Un vero decano, un punto di riferimento per le giovani leve bosane che gli chiedono consigli in fatto di ristorazione. Il suo locale, che si trova nel quartiere delle antiche concerie, emana ‘sardità’: l’ospitalità del popolo sardo si mescola con i deliziosi profumi dei piatti preparati con amore e professionalità da chef Franco e dal suo staff. Ed è lo stesso Franco che, sovente, esce dalla cucina per raggiungere i clienti al tavolo e raccontare loro la storia e i segreti di Bosa. Insomma, al Gambero Rosso ci sente a casa. E chi vuole provare le specialità locali qui trova pane (Carasau) per i suoi denti.

L’aragosta bosana e un fiume… di vini sardi!

«Il mio piatto forte? Sicuramente l’aragosta bosana, pregiata e conosciuta in tutto il mondo – ci spiega Franco – Io la condisco con brodo di Serrani e un goccio di Malvasia di Bosa, per poi accompagnarla con la fregula, pasta di semola tipica della Sardegna. Quali vini consiglio? Tra vermentini, Cannonau e Nuragus abbiamo l’imbarazzo della scelta. A questo proposito, in Via del Carmine, la strada più lunga della vecchia Bosa, tengo una cantina dove conservo vini sardi e non. E’ una passione nata 15 anni fa che mi piace condividere con i clienti più stretti, invitandoli a fare un aperitivo nella mia taverna». Noi, nel giro di un paio d’ore, diventiamo già suoi clienti stretti, tanto che, dopo pranzo, Franco ci apre le porte della cantina, offrendoci un bicchierino di Malvasia e illustrando i tre motivi principali per cui vale la pena visitare Bosa. «Innanzitutto abbiamo sia il mare che le colline, quindi si può andare in spiaggia o fare trekking. Il secondo motivo è rappresentato dal fatto che Bosa giace sull’unico fiume navigabile della Sardegna e questo non solo agevola le attività di pesca ma permette ai bosani di usufruire del Temo per organizzare eventi e regate storiche, come il Carnevale bosano o la processione di Santa Mara Stella Maris. Infine abbiamo una cucina marinara semplice, legata alle tradizioni ma al passo con i tempi: lavoriamo con il pesce locale e con prodotti sempre freschi». Vi bastano questi tre buoni motivi per scoprire Bosa e l’eccellente cucina di Franco?

Joni & Elisa
Testi e foto di Joni & Elisa
Marito e moglie, due cuori in viaggio, una passione in comune: i borghi italiani. Ce ne siamo innamorati esplorando in lungo e in largo il nostro Paese, il più bello e romantico del mondo.